Covid-19, tra terza ondata e variante inglese:
in arrivo nuove restrizionI. Oggi nuovo vertice di Governo dal quale dovrebbe nascere un nuovo provvedimento sulle restrizioni da adottare dopo il 7 gennaio
In Italia sono 14.245 i nuovi casi di contagio da Coronavirus, secondo l’ultimo bollettino del ministero della Salute. I tamponi effettuati 102.974, con il rapporto tra positivi e test effettuati al 13,8%. Le morti 347. Nel frattempo in una settimana sono stati raggiunti i 109.454 vaccinati portando il nostro Paese al secondo posto in Europa, dietro alla Germania, per numero di somministrazioni, ma con una velocità variabile da regione a regione, con la Lombardia fanalino di coda. Tutto bene? Non proprio: le Regioni vanno a velocità diverse anche in termini di contagi, con cinque ancora nel pieno della seconda ondata epidemica, dieci in fase discendente e sei che hanno sostanzialmente superato la seconda ondata. Ma, ciò che è peggio, a livello nazionale l’indice Rt, che indica quante persone possono essere contagiate a partire da una infetta, è di 0.99 e in crescita. Perplessità e polemiche sulla campagna vaccinale: mancano medici, il personale sanitario in ferie, la carenza di siringhe di precisione. Membri dell’Esecutivo, capigruppo della maggioranza e del Cts hanno manifestato preoccupazione al premier Giuseppe Conte. il 7 gennaio inoltre è previsto il ritorno a scuola, al 50%, degli studenti delle superiori. Sicuro? La ministra Azzolina ha confermato «la volontà del governo di riaprire», le regioni restano perplesse in merito. Prima di riaprire, alcuni Governatori chiedono di aspettare l’esito del monitoraggio dell’8 gennaio.
La confusione regna sovrana ma in giornata si terrà un nuovo vertice di governo che, secondo le anticipazioni, potrebbe dare vita a un nuovo provvedimento sulle restrizioni da adottare dopo il 7 gennaio. D’altronde, per Walter Ricciardi, uno dei principali consulenti del ministero della Salute, «i dati dicono che si prepara una terza ondata. Entro due settimane avremo un aumento del contagio non banale». Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, a Il Messaggero ha spiegato che i contagi in Veneto, Liguria, Calabria, Lombardia, Puglia e in altre Regioni stanno tornando a livelli allarmanti. A doverci preoccupare nella terza ondata non deve essere solo il dato dei contagi, «ma la rapidità della loro ripresa».
Come porre rimedio? Le ipotesi in campo sarebbero due: mantenere in vigore le misure vigenti fino al 15 gennaio, quindi tutta Italia in zona arancione nei giorni feriali e rossa nel weekend. Oppure tornare in zona gialla per il 7 e 8 gennaio, poi passare in fascia arancione nel weekend del 9 e 10 e, sulla base del monitoraggio, assegnare le fasce per la settimana seguente. Si ipotizza anche una zona bianca, in base ad una determinata soglia di Rt, nella quale pur restando obbligatoria la mascherina, il distanziamento e il divieto di assembramento, siano aperti bar, ristoranti, palestre, cinema, teatri, musei.