Bellanova: «Finalmente si parla di contenuti». Ma Salvini avverte: «Tantissimi parlamentari non ne possono più di questa maggioranza, anche tra M5S e Pd»
Alla fine tutti prendono tempo. Lo prendono i partiti che elaboreranno dei documenti sul Recovery plan su cui stabilire nuovi tavoli di confronto nei prossimi giorni, lo prende Giuseppe Conte che in questo modo vede la crisi di governo un po’ più distante. Anche se è presto per dire che la questione sia stata già archiviata. I due giorni di incontri tra il premier e i partiti di maggioranza hanno avuto comunque l’effetto di evitare che la situazione precipitasse. E anche la delegazione di Italia Viva, ricevuta questa mattina a Palazzo Chigi (per i renziani hanno partecipato Maria Elena Boschi, Luigi Marattin, Ettore Rosato, Davide Faraone e le ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti), aveva fatto subito capire che il vertice sarebbe avvenuto in un clima più sereno. A partire da Rosato, che soltanto domenica aveva evocato «la fine dell’esperienza di governo», arrivando a Bellanova, la quale, prima di entrare, aveva osservato che «intanto è positivo che si parli di contenuto. Non si parla più di task force, non ci sono emendamenti in legge di bilancio sulla task force. Iniziamo a lavorare per dare risposte alle emergenze». Prima, però, il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, era tornato a dire la sua tramite la sua consueta e-news: «La palla adesso è nelle mani del premier, dipende solo da lui. Hanno scritto che vogliamo poltrone. Hanno scritto che siamo irresponsabili. Hanno scritto che facciamo tattica. Hanno scritto, ma, come spesso accade, non hanno letto. Non l’hanno letta, la nostra lettera a Giuseppe Conte. Altrimenti avrebbero scoperto che in quelle poche pagine non si parla né di poltrone, né di rimpasti. Si parla di come utilizzare i fondi più ingenti della storia del Paese per farci crescere, per diminuire la disoccupazione, per far rifiorire le aziende, per dare speranze ai nostri ragazzi. E per migliorare la nostra sanità, a partire dal Mes». Se la crisi potrebbe apparire scongiurata, almeno nell’immediato e salvo scivoloni improvvisi, questo non vuol dire che la maggioranza sia coesa. «È pieno di parlamentari che non ne possono più di questa maggioranza, sono tantissimi, fra M5S e anche del Pd»: l’avvertimento a Conte arriva dal leader della Lega, Matteo Salvini, intervistato dall’AdnKronos. «Sono certo che questo governo non possa tirare a campare a lungo, e quindi stante le elezioni la via maestra, noi siamo pronti come centrodestra». E sui sui numeri di parlamentari mancanti per avere una maggioranza, Salvini risponde: «Non è un tema appassionante, ma ci si può arrivare, ne sono convinto. Noi abbiamo lavorato la notte, per la manovra economica, non per cercare qualcuno. Anche perché sono convinto che con una poltrona ai servizi e qualche altra cosa restano in piedi».