Al leader della Lega, che chiede programmazione, si aggiunge anche Giorgia Meloni: «Per il Cts non bisognava chiudere i ristoranti, Conte si scusi»
«Serve PROGRAMMAZIONE, siamo al 2 dicembre». A chiederlo è il leader della Lega, Matteo Salvini, nelle ore in cui il governo è impegnato nella stesura del prossimo dpcm, con le misure restrittive che verranno imposte durante le festività natalizie. «Non si può navigare a vista», ha aggiunto Salvini, ricordando che il «turismo invernale significa centinaia di migliaia di posti di lavoro e 20 miliardi di fatturato». Quello relativo al comparto turistico è soltanto uno dei tanti nodi che il governo non è ancora riuscito a sciogliere, impegnato com’è a trovare una sintesi tra le due anime che compongono la maggioranza, quella favorevole ad una graduale riapertura e quella che chiede invece un’ulteriore stretta. Probabilmente la linea, che sarà seguita, è quella anticipata oggi dal ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, che ha sottolineato che «dicembre dev’essere il mese che ci fa mettere in sicurezza il Paese senza fare un lockdown nazionale». Pur annunciando che, «da qui a 15 giorni tutta Italia o gran parte d’Italia sarà gialla», il ministro ha spiegato che il governo sta pensando «a restrizioni puntuali per il periodo delle feste che non ci fanno allentare i nostri comportamenti». Scelte che, una volta ufficializzate, (forse) faranno discutere, al pari di quelle che le hanno precedute. La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ne ha criticata una in particolare. Quella che ha imposto la chiusura dei ristoranti, nonostante quest’ultimi si fossero adeguati alle precedenti misure anti-Covid. Secondo Meloni, «se i protocolli di sicurezza imposti a tutte le categorie sono efficaci, le attività devono riaprire tutte subito, se non lo sono, Conte deve chiedere scusa e risarcire le imprese che hanno investito i loro soldi per adeguarsi alle norme anti-Covid». «Lo scorso 17 ottobre, gli scienziati del Cts mettevano nero su bianco che i protocolli di sicurezza imposti ai ristoranti erano efficaci, quindi non c’era alcun bisogno di chiuderli», ha aggiunto Meloni. «È stato il Governo a scegliere di inasprire le misure, dando un’altra pesantissima mazzata ad un settore fondamentale dell’economia italiana. Conte e i suoi sodali dimostrano ancora una volta di voler scaricare la propria incapacità di gestione dell’epidemia sulle imprese e sulle partite iva, compromettendo l’intera economia italiana», ha concluso.