Salvini, Meloni e Berlusconi hanno annunciato che si opporranno alla riforma
«Chiunque in Parlamento approverà questo oltraggio e danno per l’Italia e le generazioni future, si prende una grande responsabilità». Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, commentando la riforma del Mes, approvata ieri di ministri delle Finanze del’Eurozona riuniti nell’Eurogruppo e che sarà sottoposta al voto di Camera e Senato nei prossimi giorni. La riforma, accolta favorevolmente dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri – «È un risultato positivo e importante su un testo equilibrato che ha richiesto un negoziato intenso, in linea con le nostre condizioni», ha detto ieri, al termine dell’Eurogruppo –, non piace al leader della Lega, che ha messo in guardia gli alleati: se la maggioranza approverà la riforma, «non mi stupisce. Se lo fa qualche membro dell’opposizione, finisce di essere compagno di strada della Lega, perché si ipoteca il futuro dei nostri figli per i prossimi 30 anni mettendolo in mano a qualche burocrate che sta a Bruxelles», ha detto nel corso di una diretta su Facebook. Uno scenario che non dovrebbe concretizzarsi, a meno di clamorose sorprese dell’ultimissima ora: il centrodestra, infatti, voterà compatto contro la riforma. Le dichiarazioni rilasciate da Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni hanno confermato una linea comune a tutto lo schieramento. «Il 9 dicembre scriveremo insieme una pagina di storia per difendere la sovranità nazionale dal cappio che l’eurosistema vorrebbe stringere al collo dell’Italia», ha annunciato Meloni, aggiungendo che quella “combattuta” sul Mes «è una battaglia di cui Fratelli d’Italia si è fatto promotore fin da subito, che da sempre condividiamo con Matteo Salvini e la Lega. E che siamo felici oggi raccolga la posizione del centrodestra unito». Berlusconi ha anticipato infatti la posizione di Forza Italia: «Il 9 dicembre non sosterremo in Parlamento la riforma del Mes perché non riteniamo che la modifica del Meccanismo di Stabilità approvata dall’Eurogruppo sia soddisfacente per l’Italia e non va neppure nella direzione proposta dal Parlamento europeo», ha detto, sottolineando che «la riforma in questione non ha nulla a che vedere con l’utilizzo dei 37 miliardi destinati alla lotta contro il Covid».