Imprese e sindacati a favore della proroga dello strumento voluto da Durigon

L’ultima organizzazione in ordine di tempo a richiedere il rifinanziamento e il prolungamento del contratto di espansione è stata Asstel, la federazione che, all’interno di Confindustria, rappresenta gli operatori del settore delle telecomunicazioni, ma già in precedenza, e a più riprese, si erano espresse anche altre associazioni datoriali e lo stesso sindacato, con un parere pressoché unanime che va dalla Ugl, la prima a chiedere la cosa in tempi non sospetti, alla Cgil. Il contratto di espansione nasce da una intuizione dell’allora sottosegretario al lavoro, Claudio Durigon, che ha immaginato un percorso più efficace ed efficiente in sostituzione della cosiddetta solidarietà espansiva, fino a quel momento oggettivamente poco o per nulla utilizzata. Il contratto di espansione, che ha una sperimentazione biennale, si applica alle aziende con almeno mille dipendenti interessate da un processo di ristrutturazione e, soprattutto, dalla necessità di adeguare le loro competenze professionali. Da qui, l’idea di accompagnare con un percorso virtuoso uscite ed ingressi in azienda. Nei tavoli delle scorse settimane, la ministra del lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo, ha più volte rassicurato i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni datoriali sul proseguimento dell’esperienza; la questione è che, al momento, mancando la legge di bilancio, non vi è ancora nulla di definito.