di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl
La pandemia continua ad avanzare in Italia, la popolazione vive con crescente apprensione questa situazione, allarmante sia dal punto di vista sanitario che socioeconomico, ma nel frattempo continuiamo ad assistere ad alcune performance del tutto indecorose da parte di alcuni esponenti della nostra cosiddetta classe dirigente. Sarà che dopo tanti anni di pace, tranquillità e relativo benessere, che hanno caratterizzato il nostro Paese, non c’era l’abitudine a confrontarsi con problemi di gravità paragonabile a quelli attuali, ma sembra che ci sia una diffusa inadeguatezza, che non può che preoccuparci. Alcuni esempi. Per la sanità calabrese, dopo i fatti degli ultimi giorni, che hanno riguardato l’ex commissario Cotticelli e il suo sostituto Zuccatelli, è spuntato fuori un nome “nuovo”, quello di Gino Strada, medico, leader di Emergency e storico esponente della sinistra. Il Governo non solo prima di pensare al coinvolgimento di Strada, per quanto personaggio illustre, non ha svolto alcuna riflessione ponderata né tantomeno ha pensato di consultare l’opposizione ed i vertici – di centrodestra – della Regione interessata, ma non è neanche chiaro se eventualmente il leader di Emergency andrebbe a rimpiazzare o piuttosto, ipotesi che sembra più probabile stando alle parole di Conte, ad affiancare Zuccatelli, a quanto pare inamovibile, diventando una sorta di “controllore” del commissario. Poi c’è la situazione sempre più inspiegabile della Campania, con il governatore De Luca passato dalle minacce di lockdown regionale immediato al punto di vista opposto, ovvero quello dell’apertura ad oltranza a meno che non chiuda tutta Italia, in una sorta di “mal comune mezzo gaudio”. Nel frattempo, tra una presa di posizione e l’altra, le proteste di piazza. Con l’incognita in merito alla completezza dei dati forniti da una Regione, che sulla carta sembrerebbe pronta ad affrontare la seconda ondata, ma nella quale si sono verificati moltissimi episodi di impreparazione del sistema sanitario a rispondere alle richieste crescenti di aiuto da parte della popolazione. Certamente nei 21 criteri di classificazione delle Regioni stabiliti da Speranza e dal Cts si troverà una spiegazione plausibile per la scelta di posizionare fra i “gialli” la Campania, ma sarebbe comunque necessaria maggiore chiarezza per tranquillizzare la popolazione, campana e non, specie date le chiusure e i sacrifici imposti ad altre Regioni meno afflitte da contagi. Infine “dulcis in fundo”, Giuseppe Tiani, presidente di InnovaPuglia, responsabile degli appalti della Puglia, la Regione “arancione” guidata da Emiliano, sventolare, nel corso di un’audizione alla Camera, un ciondolo “purificatore d’aria” consigliando allo Stato di farne scorta per distribuirlo, a mo’ di amuleto, a poliziotti e medici: «ci aiuterebbe a combattere il virus». Se fosse il titolo di un film, sarebbe “Non ci resta che piangere”.