Nessun rafforzamento per gli ammortizzatori sociali; poco per le imprese

In molti si aspettavano sicuramente di più, dopo le promesse del premier. Il decreto Ristori bis delude, infatti, le attese di centinaia di migliaia di lavoratori dipendenti e dei loro datori di lavoro. Nonostante la stretta apportata con il decreto del presidente del consiglio dei ministri del 3 novembre, peraltro in rapida evoluzione, come descritto in altro articolo, il nuovo provvedimento urgente non aggiunge particolari forme di sostegno rispetto a quelle già previste dal decreto Ristori, entrato in vigore il 29 ottobre. Soprattutto, guardando agli ammortizzatori sociali, non si individuano nuove risorse, necessarie alla luce dell’allargamento della platea delle aziende interessate da misure restrittive con chiusure totali o orario fortemente ridotti. L’unico intervento, di fatto, è un rafforzamento del contributo a fondo perduto che appare però fortemente insufficiente rispetto alle esigenze effettive. È il caso del contributo riconosciuto agli esercenti nei centri commerciali, costretti a chiudere nei fine settimana e nei giorni festivi, quando spesso viene utilizzato personale con contratto a tempo determinato, ora privo di lavoro e di indennità sostitutiva. Nessun intervento neanche sul versante della platea dei lavoratori che possono beneficiare dei bonus di legge, mentre anche per quanto attiene alle imprese produttive e commerciali le carenze rimangono ancora troppe e macroscopiche.