di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl
La buona parte dei commentatori delle vicende di politica, il cosiddetto mainstream, non imparziale ma ancorato a una precisa visione politica ed economica, in questi mesi ha tentato di derubricare il sovranismo a una pulsione “di pancia”, interpretata attraverso parole d’ordine semplicistiche. Ma di semplicistica non c’è in realtà che questa analisi, forse utile a fini propagandistici, ma basata su presupposti sbagliati. E a ricordarcelo, fra le altre cose, c’è la questione, oggi al centro del dibattito, del Mes. Sovranismo significa non voler cedere ad altri la capacità decisionale che spetta ai rappresentanti eletti democraticamente da ogni popolo e non è una questione né di pancia, né da poco. Tant’è che i padri costituzionalisti le hanno dedicato il primo articolo del nostro testo di legge fondamentale. A causa della nuova ondata di Covid e delle decisioni difficili che dovranno essere prese per cercare di contenerla senza affossare l’economia, ora da più parti si inizia a caldeggiare l’ipotesi, se non di un governo di unità nazionale, quantomeno di un maggiore coinvolgimento delle opposizioni, finora tenute completamente al di fuori del processo decisionale, tramite lo strumento del Dpcm. Ma per ottenere questa concordia non si può evitare di prendere una decisione sul Meccanismo Europeo di Stabilità e la cosa risulta piuttosto difficile se già all’interno dello stesso governo le posizioni sono pressoché opposte. Ci risiamo: da un lato ci sono quelli che vorrebbero cedere sovranità per un prestito di poco conto e pieno di condizionalità, dall’altro chi ritiene una simile scelta non solo poco conveniente da un punto di vista economico, ma soprattutto pericolosa da quello politico, al punto che finora in Europa nessun Paese ha chiesto di accedervi proprio per non dover rinunciare, per pochi soldi a debito, ad una larga fetta della propria autonomia decisionale in favore di consessi extranazionali non legittimati dal voto popolare. Fra i contrari, o quantomeno critici, nei confronti del Mes, si è posizionato, a sorpresa, nel corso di una delle ultime conferenze stampa, persino l’ex avvocato del popolo, il Premier Conte, per poi smussare i toni di un no che ad alcuni era sembrato troppo perentorio e capace di far scricchiolare i già traballanti equilibri di governo. In questi giorni nel nostro Parlamento è nato un gruppo trasversale di sostenitori del Mes, mentre ieri nell’emiciclo europeo i partiti di maggioranza hanno votato in modo opposto su un emendamento al Meccanismo. I 5 Stelle con la stessa posizione della Lega da una parte, il Pd dall’altra. Il M5s, dopo aver cambiato idea su parecchi temi, assicura che la propria posizione di contrarietà al Mes non è cambiata. Non sappiamo quanto sia vero, ma siamo certi di una cosa: non è poi così facile liquidare, non tanto i partiti, quanto le idee sovraniste.