Coronavirus, il governo valuta nuove misure restrittive


Salvini: «Richiudere tutto sarebbe un disastro economico, culturale, sociale»

A pochi giorni dall’ultimo dpcm, con le misure restrittive per limitare i contagi, il governo sta valutando le prossime mosse: secondo alcune indiscrezioni, il Comitato tecnico scientifico starebbe facendo pressione sull’esecutivo per l’introduzione di misure più stringenti. Diverse le ipotesi sul tavolo, tra cui il coprifuoco dalle 22, una misura analoga a quella della Francia, e la didattica a distanza per le scuole superiori. Al momento, tuttavia, niente è ancora deciso – si tratta soltanto di indiscrezioni riportate dalla stampa –, anche se il tempo a disposizione, secondo esperti virologi, non sarebbe molto: se il trend dei contagi resterà quello attuale, i posti negli ospedali destinati ai pazienti positivi al coronavirus potrebbero esaurirsi a breve. Per questo motivo, il capo delegazione del Partito democratico al governo, Dario Franchescini, ha chiesto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, la convocazione immediata di un vertice per decidere nuove misure per contenere il contagio. «Spero che nessuno pensi di richiudere tutto», ha commentato il leader della Lega, Matteo Salvini, osservando che «per l’Italia sarebbe un disastro non solo economico ma anche culturale e sociale». Se da una parte, Salvini ha chiesto di non chiudere «tutto», dall’altra, però, ha invitato gli italiani alla cautela: «Cauti, attenti, prudenti, ma mai vittime del terrore, della paura».