Whirlpool, poche ore per salvare Napoli


Sciopero in tutti gli stabilimenti del Gruppo in concomitanza con il Mise

Le settimane sono passate inesorabili, senza che dal ministero dello sviluppo economico arrivasse una qualsiasi ipotesi percorribile per salvare il salvabile, vale a dire almeno 400 posti di lavoro diretti più altrettanti nell’indotto. E così il 31 ottobre lo stabilimento Whirlpool di Napoli chiuderà i battenti, come anticipato già lo scorso anno dalla multinazionale. Una decisione maturata prima della crisi scaturita dall’emergenza epidemiologica da Covid-19 e che, appunto, non si giustifica alla luce dell’attuale andamento dell’economia. I sindacati di categoria, in concomitanza con il vertice convocato a Roma al ministero, hanno indetto, per il 22 ottobre, una giornata di sciopero in tutti i siti, ma i precedenti, da ultimo quello di Riva di Chieri in Piemonte, non fanno sperare in soluzioni positive per i lavoratori e per il territorio di riferimento. Investitori seri e disponibili a rilanciare il sito, al momento, non si vedono all’orizzonte.