di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl
Il divieto di licenziamento resterà in vigore fino alla data già prevista del 31 dicembre 2020 e non oltre
A fine anno scadrà il divieto di licenziamento. Al momento, per questa misura, varata il 17 marzo e che pure è stata fondamentale per evitare un collasso dell’occupazione in Italia dopo la pandemia da Coronavirus e conseguenti effetti economici, non è prevista alcuna ulteriore estensione dopo quella, ridimensionata, dello scorso agosto. Questo fatto non può che destare forti preoccupazioni. L’ha confermato anche il ministro dello Sviluppo economico Patuanelli, sostenendo che non ci sono le condizioni per una proroga, nonostante l’Italia stia entrando, stando ai dati di contagi, terapie intensive e vittime, nella temuta “seconda ondata” della pandemia. Il nuovo Dpcm appena varato dal governo, infatti, già prevede delle limitazioni ad alcune attività produttive e non è esclusa, neanche da Conte, la possibilità di ulteriori misure restrittive o addirittura di un nuovo lockdown. Il che significa aziende chiuse e fatturati a picco. Senza una proroga al divieto dei licenziamenti, dal prossimo anno, a partire dal 1 gennaio 2021, le imprese potranno di nuovo ridurre la propria forza lavoro e, data la situazione, l’allarme è altissimo, con, secondo le stime, circa un milione di posti a rischio. Già ora, come sappiamo, moltissimi italiani hanno perso il lavoro a causa del Covid, soprattutto precari, dipendenti a termine il cui contratto non è stato rinnovato e autonomi. E a breve anche lo scudo protettivo in difesa dei lavoratori dipendenti dovrebbe saltare. È vero che il blocco dei licenziamenti non poteva essere a tempo illimitato e prima o poi questa misura sarebbe dovuta scadere. Così come è vero che per aiutare le imprese e il lavoro sarebbero servite, e ancora servono, altre misure, di sostegno concreto, a partire da sgravi e moratorie fiscali per il periodo della pandemia, magari condizionati al mantenimento dei livelli occupazionali, politiche attive per il lavoro, incentivi alle assunzioni, investimenti mirati per il rilancio. Ma, se la crisi sanitaria non è passata, e non è passata, tant’è che il governo ha prolungato lo stato d’emergenza e varato il primo nuovo provvedimento conseguente, allora anche le soluzioni emergenziali come il blocco dei licenziamenti devono procedere di pari passo, per evitare effetti occupazionali e sociali senza precedenti. E invece, per adesso, il governo ha solo annunciato un potenziamento degli ammortizzatori sociali, con un prolungamento della Cig. Non abbastanza.
Un pensiero per Jole Santelli
Oggi è arrivata la triste notizia della prematura scomparsa della governatrice della Regione Calabria, Jole Santelli. Tutta l’Ugl esprime le più sentite condoglianze per la grave perdita ai familiari. Una perdita che ci addolora profondamente dal punto di vista umano e anche politico, perché con lei la Calabria e tutta l’Italia vengono private di una grande risorsa, che, specie in questo momento di grave difficoltà economica e sociale e di grandi responsabilità affidate alle Regioni, sarebbe stata di fondamentale aiuto. Ci mancherà.