RECOVERY IN STALLO


Braccio di ferro a Bruxelles, si dilatano i tempi per l’avvio del programma di sostegno europeo. Scontro sul Recovery Fund tra Consiglio e Parlamento, la presidenza tedesca dell’Unione accusa l’Eurocamera di ostacolare le trattative

La pandemia avanza, la crisi galoppa, ma i fondi europei che dovrebbero aiutare gli Stati ad affrontare la situazione tardano – e tarderanno ancora – ad arrivare. Questo a causa di un inaspettato inasprimento dei negoziati fra Parlamento europeo e Consiglio Ue: le proposte formulate dai capi di Stato e di Governo dell’Unione sono state, infatti, giudicate «inaccettabili per il Parlamento», così come ha dichiarato il belga Johan Van Overtveldt, presidente della commissione Bilanci dell’Eurocamera. Mentre il Consiglio, ossia il consesso nel quale sono rappresentati i governi nazionali, vorrebbe far convergere l’aumento dei fondi solo su alcuni specifici programmi, la maggioranza del Parlamento intenderebbe, invece, destinare le risorse aggiuntive a 15 capitoli di spesa, quindi a un più ampio ventaglio di settori, cosa che scontenterebbe i “frugali”, procedere verso il rafforzamento delle condizionalità per poterne usufruire, basate sul rispetto dello “Stato di diritto”, ossia su una valutazione delle politiche degli Stati membri, indirizzata essenzialmente contro i Paesi di Visegrad, Ungheria in testa, e, infine, partecipare alla governance del programma Next Generation Eu. Al centro delle polemiche anche il ruolo della presidenza di turno dell’Unione, spettante in questo semestre alla Germania. «I colloqui sul bilancio Ue sono interrotti. Senza una valida proposta da parte della presidenza tedesca dell’Ue per aumentare i massimali, è impossibile andare avanti. I margini e la flessibilità sono per esigenze impreviste, non per trucchi di bilancio», così il portavoce del Parlamento, Jaume Duch. Critiche alle quali è immediatamente seguita la replica tedesca, affidata a Sebastian Fischer, portavoce della Rappresentanza della Germania, secondo il quale l’Europarlamento avrebbe «perso l’occasione di portare avanti i negoziati sul bilancio». Per ulteriori sviluppi, ora si attende il prossimo vertice dei capi di Stato e di Governo, previsto per il prossimo 15 e 16 ottobre.