Cgil, Cisl e Uil a favore; Ugl molto preoccupata per le conseguenze negative
La differenza più macroscopica è sicuramente rappresentata dalla posizione circa l’utilizzo delle risorse del Mes, il fondo salva-Stati, rispetto al quale si concentrano da tempo le attenzioni della politica e delle stesse parti sociali. Nel corso della audizione parlamentare sulle Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, lo strumento che dovrebbe, appunto, permettere al nostro Paese di superare le enormi difficoltà accresciute dagli effetti della pandemia, Cgil, Cisl e Uil hanno insistito per il ricorso al Mes, mentre la Ugl ha invitato a prestare la massima attenzione alle possibili ricadute anche di immagine sui mercati internazionali e a perseguire strade diverse, comprese forme di finanziamento interno con l’emissione di buoni del tesoro riservati ai risparmiatori. Sempre l’Ugl ha anche fatto notare come le passate leggi di bilancio avevano già stanziato importanti risorse, ad esempio, per l’edilizia sanitaria e per la messa in sicurezza di scuole e territorio, risorse, però, bloccate da pastoie burocratiche. Proprio la riforma della pubblica amministrazione è stato uno dei temi condivisi dalle quattro sigle confederali, come pure la necessità di rafforzare la dotazione infrastrutturale. Fondamentale anche l’avvio di una stagione concorsuale che, come ha detto l’Ugl, deve estendersi dalla scuola a tutti i settori della pubblica amministrazione, ad iniziare dagli enti locali.