Fca, rivoluzione verde


I sindacati chiedono all’esecutivo di sostenere questa svolta epocale

Sta succedendo quello che la Ugl aveva predetto lo scorso anno, quando il governo aveva dato il via agli incentivi per la rottamazione di auto più inquinanti, con contestuale acquisto di un nuovo veicolo ambientalmente più sostenibile. L’Ugl, a suo tempo, aveva avvertito l’esecutivo che il nostro sistema produttivo non era ancora pronto, ma che lo sarebbe diventato entro un tempo ragionevole, per cui lo stanziamento avrebbe finito per favorire l’industria estera dell’automotive e non i produttori nazionali. Ora che gli incentivi sono finiti, Fca annuncia la riconversione ambientale di parte della produzione, dalla 500 elettrica fino ad una versione ibrida della Maserati Ghibli, passando per il Ducato, con contestuale stop alla cassa integrazione in diversi stabilimenti. La notizia è stata logicamente ben accolta dai sindacati di categoria, che ora però chiedono al governo di sostenere questo passaggio epocale, per assicurare la tenuta occupazionale diretta e dell’indotto.