Probabilmente il ministro degli Esteri Luigi Di Maio dice il vero, quando afferma che l’alleanza tra Movimento 5 stelle e Partito democratico è uscita rafforzata dopo la decisione del PD di votare sì al referendum per il taglio dei parlamentari. Che, però, all’interno della maggioranza ogni tema affrontato sia motivo di scontro (anche molto duro, a volte) è altrettanto vero. Si prenda in considerazione la riforma costituzionale – il testo è approdato oggi al Senato – che consentirebbe ai diciottenni di votare per eleggere i senatori sostenuta da Italia viva, ma non dal resto della maggioranza. Di fronte al muro alzato da Pd e M5s, Iv ha replicato duramente: «Basta con le riforme abborracciate, bisogna fare sul serio per cambiare il Paese, rinnovando la sua classe dirigente», ha commentato in una nota la vice capogruppo di Iv alla Camera, Laura Garavini. «Noi insistiamo per ‘svecchiare’ il Parlamento, non solo aprendo ai 18enni-elettori, ma soprattutto a chi ha 25 anni e che, in base al testo della riforma, potrebbe diventare senatore. Prendiamo atto che i 5 Stelle e Pd invece si fermano all’elettorato attivo: noi siamo sempre dalla parte dei giovani e voteremo contro l’emendamento presentato dal senatore Parrini che di fatto toglie ai 25enni la possibilità di essere eletti in Senato».