di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl
Anche se il governo continua a mostrarsi sordo a ogni appello e a proporre come unica soluzione quella di spostare i migranti qua e là, anche se i media continuano a minimizzare le notizie allarmanti, anche se le Ong cercano di trovare nuovo appeal, imbellettandosi coi graffiti di Bansky o con capitane fotogeniche, l’esodo di massa verso l’Italia diventa ogni giorno un’emergenza più grave per il nostro Paese. Il numero degli arrivi in costante aumento. La presenza, in aggiunta, di molti contagiati, sebbene anche qui si cerchi di indorare la pillola. Un fatto particolarmente pericoloso dato il sovraffollamento dei vari centri d’accoglienza, dove le fughe e le rivolte sono ormai all’ordine del giorno. La mancanza di sicurezza, per italiani e stranieri, dai gravissimi fatti del Celio, al caso della nave andata a fuoco a Crotone al momento dello sbarco dei migranti, con morti e feriti, fra cui due finanzieri. La massa di persone da gestire – già normalmente eccessiva, con ora l’ulteriore aggravante del Covid, quindi tamponi, navi quarantena, trasferimenti, distanziamento in strutture adeguate – non se ne trovano neanche per le scuole – ulteriori incombenze affidate al sistema sanitario, alla pubblica sicurezza, al welfare, in un periodo già così difficile per l’Italia. In prima linea, ma solo come punta evidente di un iceberg ormai esteso a tutto il Paese, Lampedusa. Ieri altre 450 persone sono andate a sommarsi alle circa 1500 già presenti sull’isola. Ci troviamo di nuovo al punto di partenza nel quale eravamo un paio d’anni fa – prima dell’alzata di testa dell’Italia nell’intervallo gialloverde – ovvero da soli a gestire l’intera questione delle migrazioni dal Nordafrica, nell’indifferenza dell’Europa e delle potenze regionali e mondiali, con anzi l’accusa di non fare abbastanza e adesso anche con un governo del tutto supino di fronte ad una situazione insostenibile per il nostro popolo. Eppure la risoluzione dei problemi economici, politici e sociali dei Paesi da cui provengono i migranti che da diverse aree del mondo, dall’Africa all’Asia, fanno rotta verso l’Italia, il contrasto alla tratta alla quale sono sottoposti, la gestione delle navi piccole e grandi che ogni giorno attraversano il Mediterraneo, sono questioni evidentemente sproporzionate rispetto alle possibilità del nostro Paese. Lo erano già prima e ora, dopo la crisi economica generata dalla pandemia, lo sono ancora di più. Sarebbe molto semplice da comprendere, invece di continuare a logorare le capacità di accoglienza di una cittadinanza ormai allo stremo. Nonostante le solite dichiarazioni, queste sì “negazioniste” verso il problema, dei partiti di governo, la decisione di cambiare i decreti sicurezza solo dopo l’appuntamento elettorale è il segno evidente del fatto che la misura, per la stragrande maggioranza degli italiani, è colma.