Tim e Cassa depositi e prestiti si accordano con il benestare del governo
L’operazione, di per sé, è per molti versi storica, quanto meno strategica per tutte le implicazioni che ne seguono, in quanto va ad investire direttamente il futuro del Paese, dei suoi cittadini e delle sue imprese. Eppure, in tutta questa storia vi è un grande assente: il confronto con i lavoratori, con coloro che, volenti o nolenti, saranno chiamati ad accompagnare e sostenere l’intero progetto. Il governo ha appena dato il via libera alla integrazione di Open Fiber con Tim. Già lunedì i consigli di amministrazione di Tim e della Cassa depositi e prestiti formalizzeranno l’intesa, così da arrivare alla rete unica. Un progetto sicuramente ambizioso, verosimilmente anche necessario così da avere un volume di fuoco decisivo per competere e per rendere più efficiente il Paese. Il tutto, però, sta avvenendo senza che alcun rappresentante del governo o di Tim abbia speso una parola con i sindacati. Ed infatti le organizzazioni sindacali di categoria, dalla Cgil alla Ugl, hanno attivato i loro canali, chiedendo un confronto immediato. Perché è di tutta evidenza che una tale operazione avrà ripercussioni importanti anche sotto il profilo occupazionale, in un settore già fortemente caratterizzato dai tagli del personale praticati nel passato. Nella migliore delle ipotesi, sarà necessario avviare un percorso di riqualificazione professionale, mentre si potrebbe aprire una finestra sulla partecipazione.