Prima ancora di Quota 100, vi è la questione del potere d’acquisto degli assegni
Come anticipato nel corso dell’ultimo incontro che si è tenuto in videoconferenza, la ministra del lavoro, Nunzia Catalfo, ha convocato le confederazioni sindacali per altri due appuntamenti. Nelle prime settimane di settembre, infatti, Cgil, Cisl, Uil e Ugl e le altre sigle vedranno la ministra per parlare di pensioni, un tema sicuramente ampio che abbraccia diversi aspetti. Le partite aperte sono tante. In primo luogo, cosa potrà succedere al momento della fine della sperimentazione di Quota 100. È vero che il tempo non manca, in quanto la scadenza è fissata al 31 dicembre del 2021, però è pure vero che è necessario muoversi per tempo. Le proposte non mancano, anche se la partita è destinata a giocarsi principalmente su un altro tavolo, quello del ministero dell’economia che dovrà fornire i dati circa la disponibilità economica. Prima ancora di Quota 100, però, si dovrà parlare anche di almeno altri due aspetti, vale a dire la proroga, magari con revisione per allargare la platea dei beneficiari, dell’Ape sociale e il rafforzamento del potere d’acquisto delle pensioni in essere. È appena il caso di ricordare come milioni di pensionati siano rimasti fortemente scottati dopo l’adeguamento all’inizio dell’anno: quello che era stato sbandierato come un intervento decisivo, alla prova dei fatti si è tradotto in neanche 50 centesimi in più ogni mille euro di assegno pensionistico, forse un caffè al distributore automatico.