di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl
Anche se il dibattito pubblico e giornalistico sembra centrato su altro, sulle alleanze e non alle regionali fra i partiti di governo e sui tormenti di Pd e M5S, sul referendum spot pentastellato sulla riduzione dei Parlamentari, ennesima riforma inutile nel segno di un’austerità sempre rivolta verso i diritti politici e sociali, sullo spauracchio “giovani e movida”, l’Italia si trova ad affrontare – contemporaneamente – almeno tre gravissime e reali emergenze, che, per quanto siano state messe da troppo tempo in sordina, stanno per farsi sentire rumorosamente. Innanzitutto sta per venire al pettine il nodo occupazionale, senza che nel frattempo siano state messe in atto misure significative di rilancio dell’economia. Oggi ne ha parlato Unimpresa, ma già ci sono stati gli appelli della Banca d’Italia, dell’Istat e così via: quello che ci attende una volta terminate le misure emergenziali, blocco dei licenziamenti e Cig-Covid che stanno per scadere, è un’ecatombe occupazionale. Si calcola che potrebbero restare senza lavoro due milioni di italiani, su una forza lavoro di circa 23 milioni, tante sono le persone attive in Italia. Questo dato, che dovrebbe essere il fulcro di ogni analisi, il centro di ogni dibattito, sembra quasi cancellato e le misure prese finora non sono affatto sufficienti a contrastarlo, forse non comprendendo la gravità dei fatti e delle conseguenze economiche e sociali di una repentina impennata della disoccupazione in Italia. Poi c’è la questione scuola. Nonostante le intemperanze di una ministra Azzolina sempre più refrattaria a rispondere nel merito alle critiche – ora se l’è presa anche col sindacato – e sempre più isolata nelle sue visioni oniriche, dai banchi a rotelle alle aule che si “allargano” in stile Hogwarts, fra ormai venti giorni, studenti, insegnanti e dirigenti scolastici si ritroveranno in classe senza che siano chiare le misure da adottare e senza sapere cosa accadrà nella malaugurata, ma possibile, ipotesi di un contagio a scuola, con quarantene per tutti i contatti e disagi, ancora una volta, per i lavoratori con figli. Poi il nodo immigrazione clandestina. Nonostante si tenti in ogni modo di minimizzare la questione, con la presa di posizione del governatore della Sicilia Nello Musumeci si è infine dovuto affrontare il problema. Gli sbarchi sono aumentati esponenzialmente negli ultimi mesi ed oltre alle già note criticità relative alla sicurezza sociale di italiani e migranti, ora si aggiunge il pericolo Covid-19: molti degli sbarcati sono contagiati e le strutture che li ospitano non sono a norma, col pericolo di contribuire a diffondere il virus dentro e fuori i centri d’accoglienza. Tre bombe sociali a orologeria che stanno per scoppiare e parlar d’altro, come in molti continuano a voler fare, non sarà certo sufficiente a disinnescarle.