Appare necessario un intervento normativo per sciogliere ogni dubbio
Come capita spesso, le questioni non chiarite fino in fondo rischiano poi di riproporsi. Come si ricorderà, larga parte del mondo datoriale, già in occasione dei precedenti decreti legge, aveva insistito sulla necessità di chiarire la portata della disposizione da applicare nei casi di quarantena, anche senza ricovero, del dipendente risultato positivo al test da Covid-19. Premesso che essere contagiati non significa necessariamente che la malattia possa poi svilupparsi in maniera molto negativa per il dipendente, la soluzione immaginata dal governo è stata quella di equiparare a tutti gli effetti la quarantena alla malattia con tutto quello che ne consegue. Una soluzione anche logica, ma che ha suscitato allarme fra le associazioni datoriali per le eventuali conseguenze di ordine penale, ai sensi del testo unico in materia di salute e sicurezza. La questione ora si ripropone con la scuola: nel caso in cui, in seguito all’accertamento della positività al tampone di un docente o di uno studente, tutta la classe, insegnanti compresi, venisse messa in quarantena domiciliare, gli stessi professori non potrebbero insegnare perché, appunto, formalmente malati. La classe, a quel punto, dovrebbe essere affidata a dei supplenti da reperire in tempi rapidi. Il decreto Agosto, al momento, non sembra fornire particolari vie d’uscita; potrebbe addirittura servire un provvedimento ad hoc.