di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale UGL
Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, ormai presenza televisiva costante, lamenta – giustamente – la condizione insostenibile dell’isola a causa delle continue ondate di sbarchi: “È una situazione ormai ingestibile. Se il governo non proclamerà lo stato di emergenza per Lampedusa lo farò io”. Come dargli torto. Resta, però, il fatto che la protesta del sindaco non riesce ad andare in fondo al problema, rimane ad uno stadio superficiale. Martello si preoccupa dell’immediato, non del futuro. Non basta, infatti, chiedere un’accelerazione delle procedure di smistamento degli immigrati da un hotspot all’altro per risolvere una situazione che giorno dopo giorno si sta trasformando in un incubo. Non solo per i cittadini di Lampedusa, che, infatti, sempre più esasperati, stanotte hanno protestato provando a bloccare il porto, ma per tutti gli italiani, da Caltanissetta a Jesolo. Il fondo della questione è ben altro: è una gestione insoddisfacente da parte del governo del problema del traffico di esseri umani nel Mediterraneo, del continuo approdare di navi, barche e barconi sulle nostre coste senza che ci sia nell’aria un progetto volto a risolvere una situazione che già era problematica prima dell’avvento del Covid-19 e che ora sta diventando francamente inaccettabile. L’Italia già prima della pandemia e della crisi non poteva sostenere una situazione simile, adesso, ancora più provata economicamente e socialmente, tantomeno. Inutile appellarsi al solito spauracchio, ovvero l’ex ministro degli Interni Salvini, additandolo come causa di tutti i mali anche ora che è all’opposizione: sembra un modo piuttosto semplicistico di gettare fumo negli occhi. La gestione “gialloverde” della questione migratoria, piacesse o meno, è finita ormai un anno fa. Ora i gialli – ossia i pentastellati – stanno con i cosiddetti rossi, ovvero Zingaretti e gli altri, ed è a loro che spettano oneri e onori di governo. Aver fatto marcia indietro, dalla linea del rigore dello scorso anno a quella lassista di oggi, ha provocato un incremento esponenziale degli sbarchi e questo è un dato di fatto incontrovertibile. La situazione sta sfuggendo di mano, con anche l’aggravante della presenza di diversi contagiati, spostati in tutto il Paese dai porti di approdo con il rischio di favorire una seconda ondata di Covid. Il problema è più evidente in luoghi di frontiera come Lampedusa, ma è ormai palpabile un po’ ovunque. L’Italia non riesce più a gestire l’ondata migratoria: occorre fare presto, anziché con prese di posizione ideologizzate, con azioni concrete che consentano da un lato di accogliere chi ne ha diritto, dall’altro di respingere rapidamente chi non ne ha, cercando di salvaguardare un equilibrio sociale che, continuando di questo passo, nel Paese si sta facendo sempre più pericolosamente precario.