Il premier al Senato promette: «Il piano della ripresa sarà un lavoro collettivo, ci confronteremo con il Parlamento»

«Il risultato non appartiene ai singoli, neppure a chi vi parla, al governo, o alle forze di maggioranza. Appartiene all’Italia intera». È questo, in sintesi, il pensiero del premier Giuseppe Conte, espresso nelle comunicazioni al Senato a proposito dell’esito della trattativa sul Recovery Fund al Consiglio europeo. «Siamo chiamati ad un forte e profondo impegno – ha osservato Conte – per far sì che il percorso riformatore abbia concreta attuazione. Il piano della ripresa sarà un lavoro collettivo, ci confronteremo con il Parlamento». Sarà necessario, ha inoltre aggiunto il presidente del Consiglio, «impiegare in maniera efficiente le risorse, la crisi da Covid ha reso evidente alcune storiche criticità, questo governo si assume la responsabilità di predisporre e realizzare un piano con determinazione e lungimiranza». Prima dell’intervento in Aula di Conte, durante la conferenza stampa al Senato, a chi gli chiedeva un commento sui complimenti del capo dello Stato, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha risposto che «Mattarella ha sempre ragione», ma «io mi complimenterò quando i soldi prestati si trasformeranno in taglio delle tasse e fino ad allora manterrò il mio scetticismo». Concetto che ribadirà più tardi, in Aula, nonostante i tentativi di interruzione da parte della maggioranza durante il suo intervento: i soldi «arriveranno a 2021 inoltrato, ma il problema è adesso. Domani è tropo tardi».