Così il leader della Lega a proposito della trattativa sul Recovery Fund: «Vedere ministri con il cappello in mano non è dignitoso»
«Io tifo Italia, ma vedere ministri con il cappello in mano a chiedere quello che è nostro è indegno». Parola di Matteo Salvini, secondo il quale se «alla fine gli italiani avranno meno di quello che pagano, sarà una fregatura colossale». Mentre a Bruxelles proseguono (ormai a oltranza) le trattative sui sussidi del Recovery Fund (non è il momento di «scherzare» o «tergiversare», ha avvertito ancora oggi il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parlando con i giornalisti), in Italia c’è da fare i conti con le difficoltà economiche e sociali che intanto non mollano i cittadini. «Oggi – ha ricordato proprio il leader della Lega su Facebook – cinque milioni di lavoratori italiani (soprattutto Partite Iva) dovranno pagare otto miliardi di tasse, senza sconti e senza rinvii. Dopo quattro mesi di chiusura, incredibile. Aiuteremo chi non potrà pagare, non per malafede o cattiva volontà, ma per difficoltà vera». In più, viene ricordato in un post successivo da Salvini, il sottosegretario all’Economia del Pd, Antonio Misiani, dice: «Non si proroga, non stanno peggio di altri». «Questa – è il suo commento – è la solita, vecchia e vergognosa sinistra che odia il lavoro autonomo e le imprese. La Lega, oltre ad avere chiesto in tutte le sedi parlamentari la proroga delle scadenze, chiede che almeno chi non riesce a pagare non abbia sanzioni e interessi. Risposte concrete finora? Zero».