Istruzioni e circolari propongono soluzioni diverse sulla procedura da seguire

Neanche il tempo di metabolizzare le novità al decreto Rilancio che sembra aprirsi una nuova partita fra Ministero del lavoro ed Inps su uno dei temi più delicati di questi tempi: la gestione degli ammortizzatori sociali. Facendo finta che tutti i lavoratori e le lavoratrici abbiano già ricevuto il dovuto – non è così, però, visto che ci sarebbero all’incirca 90mila domande neanche prese in considerazione, mentre potrebbero essere 800mila coloro che attendono il pagamento della cassa di marzo -, le comunicazioni e le circolari esplicative del ministero e dell’istituto previdenziale non sembrano viaggiare sugli stessi binari, cosa che sta generando più di una preoccupazione in tutti gli attori coinvolti, dai datori di lavoro ai lavoratori, passando per gli organismi di rappresentanza e i consulenti del lavoro. Un gioco che, in caso di errore, anche involontario, potrebbe ripercuotersi negativamente sugli stessi titolari di azienda e, soprattutto, sui lavoratori, i quali potrebbero ritrovarsi senza copertura reddituale alcuna. In attesa che Ministero ed Inps si chiariscano fra di loro sulla procedura da seguire, l’unica certezza arriva dalla legge. Dopo le modifiche apportate dal Parlamento, i datori di lavoro che hanno già utilizzato le nove settimane del Cura Italia, possono accedere alle prime cinque del decreto Rilancio e, terminate queste, alle successive quattro senza aspettare il 1° settembre.