La Lega contro il governo, ma anche Brambilla che contesta la Cgia di Mestre
Fine settimana con doppia polemica a distanza sul versante delle pensioni. Il leader della Lega, Matteo Savini, ha infatti attaccato il governo circa l’ipotesi di intervenire su quota 100, come paventato da qualche esponente dell’esecutivo, in particolare del ministero dell’economia, anche se il Programma nazionale di riforma non prevede interventi in questo senso. Del resto, il premier olandese Mark Rutte ha rinfacciato al nostro presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, nel corso del loro incontro, proprio quota 100. Ancora più duro il confronto a distanza fra la Cgia di Mestre e Alberto Brambilla, già numero uno di Inps in passato ed ora presidente di Itinerari previdenziali. Secondo la Cgia di Mestre, nel nostro Paese ci sarebbero già oggi più pensionati che lavoratori attivi. In realtà, come ha spiegato Brambilla in una intervista a La Verità, i lavoratori dipendenti sono 23,5 milioni, mentre i pensionati sono 16,2 milioni. Ciò che può trarre in inganno è il fatto che un certo numero di pensionati percepisce più di un assegno, ma ciò non incide sul numero complessivo dei pensionati. Brambilla chiarisce anche un secondo punto: la spesa pensionistica è di 207 miliardi, ma lo Stato riceve indietro sotto forma di imposizione 50 miliardi, per cui parliamo di una spesa previdenziale reale di 157 miliardi di euro, largamente coperta dalla contribuzione, aggiungiamo noi.