di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

Mentre si susseguono le notizie allarmanti sulla profonda crisi che sta mettendo in seria difficoltà il nostro Paese dal punto di vista economico e sociale, quali sono le priorità dell’esecutivo? Ancora moltissimi lavoratori attendono l’agognata cassa integrazione, aziende piccole e grandi sono costrette a ridimensionare le proprie attività, se non a chiudere definitivamente i battenti, ed ecco che rispunta – ne hanno parlato sia Lamorgese che lo stesso Conte – il ritornello della sinistra, con l’assenso di un M5s che ha dimenticato quanto detto e fatto in campagna elettorale e durante l’anno “gialloverde”: fare marcia indietro sui decreti sicurezza per tornare al lassismo precedente. Se già prima della crisi causata dal Covid gli italiani erano esasperati da un sistema di accoglienza farraginoso, che poneva sulle spalle del nostro popolo un peso insostenibile sia dal punto di vista economico che delle effettive possibilità di integrazione, erano stanchi del ruolo opaco di alcune Ong straniere e del loro porsi al di sopra delle nostre leggi puntando sempre e inesorabilmente verso l’Italia, e questo aveva determinato, fra le altre cose, lo scossone politico del 2018, ora non si può certo pensare che la situazione sia migliorata, anzi. Nel frattempo c’è stata la pandemia di Covid-19, un dramma tale da mettere in ginocchio il Paese, che richiederebbe ancor più serietà nel disciplinare nuovi ingressi verso un’Italia ormai allo stremo. Ogni giorno i dati che giungono dagli enti e dagli istituti più vari sono chiari e allarmanti: l’Ocse parla di una crescita della disoccupazione al 12,4% entro fine anno, Bankitalia sostiene che circa un terzo delle famiglie italiane ha riserve economiche per soli tre mesi, mentre il 40% ha difficoltà a sostenere le rate del mutuo, Federalberghi calcola per il solo ambito di competenza, il turismo, un crollo delle presenze nel mese di giugno dell’80% e la perdita di 110mila posti di lavoro stagionali. Queste le notizie solo degli ultimi giorni, ma i dati sulla crisi della nostra economia sono continui, riguardano pressoché ogni settore e sono drammatici. Ecco, in questo contesto, sinistra e pentastellati non fanno che discutere di regolarizzazioni e flussi incontrollati. Non solo: a carissimo prezzo siamo riusciti, almeno, a sconfiggere quasi del tutto il virus, ma è ben comprensibile il fatto che una recrudescenza, un eventuale nuovo lockdown avrebbe conseguenze irreparabili. Quindi è fondamentale garantire la massima attenzione alle frontiere, specie dai Paesi più contagiati e da quelli che non possono assicurare un efficace sistema di sorveglianza. In questa fase è di vitale importanza una gestione severa degli ingressi, non solo dei turisti, ma anche delle altre persone che entrano o provano ad entrare in Italia. Non basta bloccare i voli se il rigore nei controlli non viene garantito in modo efficiente nei confronti di chiunque metta piede in Italia, via cielo, terra e mare. Già ci siamo passati lo scorso inverno. Ripetere gli stessi errori, riproporre la stessa visione miope e profondamente anti italiana sarebbe, a questo punto, davvero imperdonabile.