Migranti: divieti e sbarchi, la storia si ripete. Ma il Governo è diverso. È polemica, ma solo in Sicilia, sugli arrivi e sbarchi migranti. Le proteste del Sindaco di Porto Empedocle
Dopo più di 10 giorni in mare con 180 persone a bordo, dopo aver dichiarato lo stato di emergenza, procedura a cui si è ricorsi per la prima volta per ammissione della stessa Ong SOS Mediterranée, dopo sei tentativi di suicidio in 24 ore e la richiesta di evacuazione medica per 44 persone, i migranti sulla Ocean Viking, nave della suddetta Ong recuperati tra il 25 e il 30 giugno in quattro diversi salvataggi, potranno sbarcare oggi in Italia a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, ma solo dopo il completamento delle operazioni di salvataggio della “nave-quarantena” Moby Zazà con il trasbordo di 169 migranti che hanno ultimato il periodo di sorveglianza sanitaria per il Coronavirus. Al netto dell’aggravante Covid-19, vi sembra una storia già sentita? Sì ma, se ricordate ancora meglio, con toni diversi. È sufficiente fare nomi e date: caso Sea Watch giugno 2019, Gregoretti luglio 2019, Open Arms agosto 2019, Diciotti agosto 2018. Oggi come allora vi era una contesa con altri stati, tra i quali l’onnipresente Malta, sulla competenza allo sbarco, ma dovremmo aprire ancora un altro discorso. La vera differenza sta nel fatto che i casi Sea Watch, Open Arms, Gregoretti e Diciotti scatenarono conflitti all’interno del Governo e della maggioranza, allora gialloblu con alla guida Giuseppe Conte e al ministero dell’Interno Matteo Salvini, una dura opposizione parlamentare, una tempesta mediatica di livello internazionale, procedimenti giudiziari da parte delle Ong nei confronti di un ministro della Repubblica italiana, manifestazioni di piazza e vibranti proteste della pubblica opinione per le presunte lesioni inferte alla nostra Costituzione e ai diritti umanitari. Fantasmi del passato che si temeva potessero fare ritorno. Scelte, il divieto di sbarco, che per l’ex ministro dell’Interno hanno comportato indagini, richieste di autorizzazione a procedere e un processo ancora da celebrare per sequestro di persona aggravato plurimo e abuso d’ufficio. Similitudini e differenze, ma forse sarebbe meglio dire distinguo e parzialità: sebbene oggi il Governo sia di colore diverso, giallorosso o giallorosa che dir si voglia, con a capo lo stesso inossidabile Giuseppe Conte, il contestatissimo decreto sicurezza, voluto dal Governo gialloblu di allora e poi accusato di incostituzionalità, è ancora lì. Ma è il ministro dell’Interno ad essere cambiato, così come metà del “colore” (da blu a rosso) della maggioranza e così dell’aspro scontro politico di allora, della riprovazione della pubblica opinione, delle manifestazioni indignate non v’è più alcuna traccia. Se non fosse per le proteste che stanno arrivando dalla Sicilia, per la pubblica opinione tanto sensibile di allora non esiste alcun caso Ocean Viking.