di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

Ne parlano tutti, virologi, politici, economisti e cittadini. È il timore generalizzato, l’eventualità da evitare ad ogni costo: una possibile seconda ondata di Covid-19 in Italia, con le conseguenze che ciò comporterebbe in termini sanitari e di perdite di vite umane ed anche in termini economici, con un nuovo lockdown. Almeno su questo, non possiamo che essere tutti d’accordo, bisogna prendere tutte le precauzioni necessarie affinché ciò non avvenga. L’Italia, che solo pochi mesi fa era la “pecora nera” in termini di contagi e vittime, con un triste primato mondiale, ora è quasi un’isola felice ed anche l’Europa sembra uscita dalla fase più critica, mentre nel resto del mondo la pandemia continua a imperversare. Il virus da noi non circola quasi più, le terapie intensive si sono svuotate e fortunatamente i decessi si sono ridotti a poche decine in tutto il Paese. Nonostante le riaperture, imparate le tecniche di distanziamento sociale, migliorate le terapie per affrontare questa malattia prima sconosciuta, forse anche grazie alle temperature estive, la situazione sembra sotto controllo. Questo non significa poter abbassare la guardia, né a livello personale da singoli cittadini, tantomeno a livello politico. Anzi, memori di quanto accaduto lo scorso inverno, non dobbiamo ripetere gli errori del passato. Allora, tutti lo ricordiamo, il virus era stato sottovalutato, con troppe indecisioni del governo su controllo alle frontiere e quarantena per le persone di ritorno dalla Cina, grazie al solito pseudo antirazzismo, per il timore di “offendere” il Paese asiatico. Il quale, invece, a quanto pare, non ha avuto nei nostri confronti gli stessi riguardi e sembrerebbe aver taciuto per diverse settimane la gravità della situazione mettendo in pericolo tutto il mondo. Abbiamo pagato questo ed altri errori con un conto salatissimo. Quasi 35mila decessi, una chiusura generalizzata delle attività sociali ed economiche che ha scatenato una crisi di proporzioni inaudite, una limitazione delle libertà personali mai vista nella storia della Repubblica. Ora solo l’eventualità che tutto questo possa ricominciare è inammissibile, anche perché, stavolta, non esiste neanche la giustificazione di un possibile “fattore sorpresa”. Che si proceda ad un rigoroso controllo degli ingressi dai Paesi a rischio è necessario, anche se costa moltissimo alla nostra economia, che vede nel turismo una delle proprie principali risorse. Che non si faccia altrettanto con gli arrivi via mare dei migranti è inaccettabile. I controlli, le sanzioni, persino il Tso obbligatorio ipotizzato da Speranza possono essere plausibili (ed efficaci) solo se applicati in modo rigoroso e su tutti, senza differenziazioni di alcun tipo. Gli italiani, che hanno sopportato chiusure di scuole e attività produttive, certificazioni e confinamenti per ottenere il risultato della sconfitta della pandemia, non potrebbero tollerare una seconda ondata, con ulteriori danni sociali ed economici, causata non solo dal virus del Covid, ma anche da quello altrettanto pernicioso del buonismo a senso unico.