Numeri bassi e, soprattutto, fortemente sbilanciati sul lavoro domestico

Il fatto che, al momento, ci siano trenta giorni in più di tempo rispetto alle previsioni iniziali potrebbe favorire la presentazione di altre domande, soprattutto da parte di coloro che, impiegati nelle campagne fra giugno e luglio, dovessero trovarsi senza lavoro ad agosto. Di certo, però, i numeri della procedura di emersione prevista dal decreto Rilancio non sono oggettivamente eccezionali, soprattutto se rapportati alle previsioni quantitative iniziali e agli obiettivi esplicitati che guardavano principalmente al lavoro nei campi. Al momento, sono poco di 80mila le domande presentate rispetto ad una platea stimata intorno alle 300mila unità; di queste 80mila richieste, l’88% riguarda la regolarizzazione di collaboratrici domestiche e badanti. Il perché di questi numeri così bassi è da ricercare, verosimilmente, nei costi della procedura che prevede il versamento di un’una tantum di 500 euro più il pagamento forfetario dei contributi per gli evasi. Costi minori, invece, per la richiesta di proroga del permesso di soggiorno scaduto; è quindi facile immaginare che proprio questa seconda opzione verrà utilizzata maggiormente nelle prossime settimane dagli operai agricoli impiegati con contratti stagionali o addirittura in nero in queste ultime settimane. Guardando alle pratiche già presentate, il Marocco è ai primi posti in entrambe le casistiche con Ucraina per il lavoro domestico e l’Albania per l’agricoltura.