di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

Oggi iniziano le prove per i maturandi 2020, in questo strano anno scolastico in tempi di pandemia e lockdown. Dopo più di tre mesi si sono riaperti i cancelli degli istituti scolastici e i ragazzi potranno svolgere l’esame in presenza, osservando, come gli esaminatori, le norme di distanziamento, con tanto di mascherine e gel igienizzante. Anche la prova sarà diversa dal solito, con solo l’orale della durata totale di un’ora ed ingressi contingentati per evitare assembramenti. Per i ragazzi un ricordo ancor più unico della maturità, già normalmente un momento di passaggio significativo, quest’anno certamente ancora di più. Questa strana maturità non può che farci riflettere sulla gestione da parte del governo dell’emergenza Covid dal punto di vista del mantenimento della continuità del percorso educativo. In questi ultimi mesi non tutto è filato liscio: non ci sono state disposizioni chiare e tempestive e poi si è deciso di mantenere chiuse tutte le scuole fino alla fine dell’anno scolastico, anche se altri Paesi con tassi di contagio simili al nostro avevano riaperto, decisione ancor più singolare considerando il fatto che è stato riaperto quasi tutto, persino i centri estivi per bambini. Le modalità con le quali si assicurerà lo svolgimento del prossimo anno sono ancora oggi, superata la metà di giugno, ancora avvolte nell’incertezza. Naturalmente il futuro sarà condizionato dall’andamento della situazione sanitaria. Ad oggi il ministero guidato da Azzolina sembrerebbe orientato verso tre possibili scenari: un ritorno a una pressoché totale normalità in caso di contagi prossimi allo zero, ingressi scaglionati, mascherine e orari più brevi in una situazione di rischio medio e un ritorno alla didattica a distanza se dovesse malauguratamente tornare la pandemia. La data orientativa per l’inizio del nuovo anno scolastico dovrebbe essere quella del 14 settembre. Tutto è ancora in forse, in base alla data delle amministrative, in base alle decisioni delle Regioni e soprattutto in assenza di disposizioni chiare da parte del ministero. È vero, c’è l’incognita virus, ma l’impressione è che la scuola non sia in cima alle priorità del governo, come non sembrano esserlo le difficoltà delle famiglie, quelle con entrambi i genitori che lavorano, quelle con difficoltà economiche e con poca dimestichezza con la rete, quelle con bambini o ragazzi con disabilità. Tutte sono state messe a dura prova in questi mesi e per loro servono certezze, al più presto. Serve personale per garantire lo svolgimento delle lezioni anche in caso di alternanza fra studenti, quindi concorsi, ma anche e soprattutto stabilizzazione dei precari e aggiornamento delle graduatorie. Occorrono percorsi di formazione che consentano ai docenti di essere al passo con le nuove tecnologie in caso di didattica a distanza. Strumenti da mettere a disposizione delle famiglie che non hanno mezzi. Servono spazi sicuri e invece durante il lockdown non si è approfittato della chiusura per avviare lavori di mantenimento e ristrutturazione degli istituti scolastici. A proposito di esami, ci auguriamo che i ragazzi superino brillantemente la prova di oggi, ma soprattutto speriamo che anche ministero e governo siano all’altezza e che la scuola italiana possa superare la sua prova di maturità: al momento è stata “rimandata a settembre”.