La ministra Dadone parla di necessità di trovare un equilibrio fra esigenze diverse

Smart working, croce e delizia si potrebbe tranquillamente affermare. Non passa giorno infatti che il lavoro agile non venga tirato in mezzo da un esponente del governo o da uno dei tanti tecnici che animano queste settimane di emergenza epidemiologica, dimenticando o sottovalutando che nella stragrande maggioranza dei casi si è trattato di lavoro da casa, attrezzato dalla sera alla mattina per dare una risposta da male minore alla decisione di chiudere le attività produttive ed economiche, pubblica amministrazione compresa. E proprio la ministra della funzione pubblica, Fabiana Dadone, è tornata sull’argomento nel corso del question time al Senato, aggiungendo che l’obiettivo dovrà essere quello di trovare un punto di equilibrio fra la maggiore efficienza dei servizi ed il benessere organizzativo interno. Il decreto Rilancio, in questo senso, non aggiunge, però, molto rispetto alla gestione emergenziale già avviata nei primi giorni di marzo.