Un mese e mezzo di tempo per le domande, ma le pratiche sono lunghe

Mentre l’Istat prova ad offrire una fotografia più veritiera di cosa sta succedendo nel mondo del lavoro rispetto a quello che aveva detto il mese scorso con riferimento a marzo (in quella occasione, l’Istituto di statistica aveva parlato di crescita degli inattivi, senza chiarire che si era davanti ad una semplice constatazione statistica), è partita la procedura di emersione dal lavoro sommerso di lavoratori italiani e stranieri, compresi gli extra Ue. Dal 1° giugno e fino al 15 luglio, è infatti possibile presentare domanda per regolarizzare una posizione lavorativa non regolare o, nel caso di cittadini stranieri con permesso di soggiorno scaduto, per chiedere la proroga della validità del permesso stesso per sei mesi. La regolarizzazione interessa tre settori: l’agricoltura e la pesca, le collaborazioni domestiche e l’assistenza alle persone. La presentazione della domanda comporta il versamento di 500 euro (130 euro per il permesso di soggiorno).