di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl
Noi dell’Ugl ne abbiamo parlato più volte e anche oggi, in un’intervista a Il Tempo, ho voluto sottolineare con forza il dramma economico che sta seguendo alla pandemia e quali misure vanno urgentemente messe in atto per evitare il peggio. L’impressione è, infatti, quella di un ritorno da parte del governo alla strategia della minimizzazione, forse nel tentativo di esorcizzare quella che si preannuncia come una delle peggiori crisi dei nostri tempi: l’emergenza economica del dopo Covid-19. Meglio, invece, guardare in faccia la realtà e ascoltare le istanze della popolazione in difficoltà, invece che derubricare ogni forma di dissenso a folclore in un unico calderone indifferenziato. La situazione è seria, che lo si ammetta o no, e la realtà bussa alle porte dei palazzi della politica. Oggi ci sono i dati dell’Istat, ad esempio: ad aprile gli occupati sono calati di 274mila unità, scendono i disoccupati, ma solo perché aumentano, vertiginosamente, gli inattivi. Questi numeri si sommano ad altri, dei vari enti di ricerca, sulla situazione economica e sociale del Paese. Quelli del nostro centro studi testimoniano una perdita del reddito netto dei lavoratori stimabile a 120 miliardi in meno nel 2020 rispetto al 2019. Nel primo trimestre dell’anno le entrate nette sono state inferiori di 4,2 miliardi di euro (-4%) rispetto all’anno precedente, ma nel periodo tra aprile e giugno la contrazione potrebbe arrivare a circa 44,9 miliardi di euro, ossia redditi inferiori del 39% rispetto a quelli dello stesso periodo dell’anno scorso. Una contrazione che si traduce nella presenza di oltre 4,6 milioni di nostri concittadini in condizione di emergenza alimentare. Le misure messe in campo finora per affrontare una situazione tanto drammatica non hanno inciso quanto avrebbero dovuto, hanno coperto meno di un quinto delle perdite reali in termini di reddito. Inoltre si sono accumulati ritardi e la macchina amministrativa si è inceppata a causa della burocrazia. Servono, invece, azioni immediate per mettere in sicurezza lavoratori e imprese. Un welfare forte che riesca ad aiutare concretamente e rapidamente i lavoratori in difficoltà a superare momenti di pausa forzata e a riprendere poi la vita lavorativa attiva. Liquidità vera e non solo garanzie su prestiti da restituire, peraltro, in soli 6 anni, per le imprese. E poi riforma fiscale, semplificazione burocratica della pubblica amministrazione, investimenti sugli asset strategici come sanità, trasporti, infrastrutture, scuola. Incentivazione dello “smart working”. Un rilancio poderoso del turismo, per il quale l’Ugl propone un fondo straordinario di ristoro per il mancato reddito percepito nel periodo dell’emergenza. Salute e sicurezza, anche in veste anti Covid mediante sanificazioni straordinarie e prevenzione in azienda. Questo è quello che chiediamo, ascoltando il malessere del mondo del lavoro italiano e cercando di tradurre i problemi in possibili soluzioni. Siamo a disposizione del Governo per tavoli di confronto, che siano basati su un vero dialogo, su una concreta capacità d’ascolto.