Durante il lockdown, alle Forze dell’Ordine è stato chiesto di verificare il rispetto delle misure restrittive. Lo hanno fatto attraverso migliaia di controlli quotidiani. Nell’adempimento del loro dovere, però, poliziotti e carabinieri sono stati, a volte, oggetto di aggressioni. L’Osservatorio “Sbirri pikkiati”, realizzato da ASAPS, acronimo che sta per Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale, riferisce che, tra gennaio ed aprile 2020, sono state rilevate 913 aggressioni, pari al 30,6% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando sono state 699. I dati, nel dettaglio: 422 attacchi, pari al 46,2% delle aggressioni complessive denunciate, sono stati sferrati contro i carabinieri, il 44,6% contro i poliziotti (407) e il resto, pari al 7,7%, contro i vigili urbani: 70. In diversi casi – in 245, per l’esattezza –, l’aggressore era ubriaco o drogato. I cittadini stranieri sono responsabili di 353 aggressioni, pari al 38,7% del totale, una percentuale più bassa rispetto a quella registrata nello stesso periodo del 2019, quando ha raggiunto il 52,35%. Nell’attaccare gli agenti, a volte, gli aggressori hanno utilizzato un’arma propria o impropria – bastoni, oggetti o la stessa vettura utilizzata per travolgere l’agente –: è accaduto in 129 casi, pari al 14,1%. Nel riportare i dati, l’ASAPS osserva che «i controlli su strada per il rispetto delle regole anti Covid-19 hanno scatenato spesso preoccupanti reazioni anche violente contro le forze di polizia durante i controlli su strada».