Crisi peggio che nel 2009 ed è ancora buio pesto


Boom della cassa e, soprattutto, delle richieste di Naspi nel mese di aprile

Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha provato ad anticipare quella che sarà l’attività dell’Istituto nelle prossime settimane, confermando, indirettamente, quanto pesa la parte assistenziale rispetto a quello che dovrebbe essere, per utilizzare un termine inglese, il core business dell’ente, vale a dire l’erogazione delle pensioni. Ebbene, Tridico ha parlato di 18 milioni di persone assistite per un ammontare di risorse pari a 26 miliardi di euro. Così, mentre la cassa integrazione è ancora drammaticamente indietro, il bonus di 600 euro potrebbe essere erogato a stretto giro di posta, una ipotesi che peraltro esclude i beneficiari dalla possibilità di accedere ai contributi a fondo perduto. Intanto, sempre l’Inps ha comunicato anche i dati relativi alle ore di cassa integrazione autorizzate nel mese di aprile, oltre 835 milioni. In trenta giorni si è superato il record negativo del 2009, cosa che, purtroppo, non può e non deve sorprendere, vista la diversa natura originaria delle due crisi. Oltre al boom delle domande di disoccupazione (+37,2%, soprattutto per effetto del mancato rinnovo o della stipula di nuovi contratti a tempo determinato), ciò che deve preoccupare è che il 2009 e il 2020 ora sembrano convergere su due punti: la drammatica carenza di liquidità da parte delle imprese e la capacità produttiva fortemente ridotta, due condizioni che lasciano presagire che il peggio deve, purtroppo, ancora arrivare.