Eurozona, rallenta la contrazione dell’attività


Ma rimane comunque molto al di sotto dei 50 punti

A maggio, grazie all’allentamento delle misure restrittive avvenuto in diversi Paesi dell’Eurozona, l’indice PMI composito del settore privato dell’area euro ha registrato un rallentamento della contrazione rispetto al mese precedente. Secondo le rilevazioni Flash di IHS Markit, l’indicatore composito è passato infatti dai 13.6 di aprile ai 30.5 del mese in corso. Entrando maggiormente nel dettaglio dei sotto-indicatori, le rilevazioni mostra un rallentamento della contrazione sia del PMI delle attività terziarie – a 28.7 punti dai 12 di aprile, il valore più alto da tre mesi – sia del PMI della produzione manifatturiera – dai 18.1 punti di aprile ai 35.4 di maggio. Nella relazione che accompagna i dati, la società londinese spiega poi che «le aspettative per la produzione dei prossimi 12 mesi sono nel frattempo migliorate per il secondo mese consecutivo, rispetto al minimo record di marzo. Il tasso di pessimismo ha continuato a superare l’ottimismo e il livello generale di fiducia è rimasto inferiore ai minimi toccati prima della pandemia». Per quanto riguarda le stime, Chris Williamson – Chief Business Economist di IHS Markit – ha detto che «il PIL del secondo trimestre probabilmente crollerà ad un tasso senza precedenti, con una contrazione di circa il 10% rispetto al primo trimestre. L’aumento del PMI fa sperare che questa tendenza recessiva continui a diminuire, anche perché andando verso l’estate, le restrizioni dovrebbero allentarsi sempre di più». Tuttavia, la domanda rimarrà debole ancora a lungo e ciò potrebbe portare ad una contrazione del PIL del 2020 di quasi il 9%.