Verso il capolinea


Dl Rilancio? Se è Matteo Renzi a lanciare un avviso al Governo Conte. Italia Viva ottiene la maxi sanatoria, ma per il suo leader non basta

Se il risultato più eclatante del dl Rilancio è la maxisanatoria per gli immigrati impiegati in agricoltura, colf e badanti, è chiara la valenza strategica del provvedimento, cioè il nulla. Visto che è il ministro Teresa Bellanova la co-protagonista, insieme al leader del suo partito (Italia Viva) di tale risultato, che per Coldiretti ha «una finalità di carattere politico-partitico» assolutamente non necessaria per le imprese («bisogna attivare i corridoi verdi come hanno fatto in questo periodo il Regno Unito e la Francia»), si potrà a questo punto pensare che il Conte bis possa aver riconquistato “finalmente” una nuova stabilità. Invece no. Non solo all’Italia manca ancora una strategia per la ripartenza, visto che nel Dl ci sono solo risorse distribuite a pioggia e misure tampone insufficienti, ma il Governo rischia anche, nonostante la manovra monstre da 55 miliardi di euro, di non arrivare neanche a Natale. Perché? «Il Piano Shock è per noi il punto chiave anche per capire come lavorare insieme a una maggioranza con la quale abbiamo molti elementi di divisione. Italia Viva ha incontrato il premier Conte e gli ha consegnato il nostro messaggio per il futuro. Nelle prossime ore, capiremo dal Presidente del Consiglio se, sui punti che abbiamo posto, possiamo camminare insieme. Sbloccare i cantieri per evitare la distruzione di altri posti di lavoro è la priorità, per noi», ha scritto oggi nella sua enews Matteo Renzi. E se lo scrive lui – «capiremo nelle prossime ore se con Conte possiamo camminare insieme» – per il premier avvocato c’è davvero da temere. Non basta, sempre Renzi ha scritto: «(Bellanova) ha dimostrato una volta di più di cosa sono capaci le donne e gli uomini di Italia Viva che portano avanti fino in fondo le battaglie in cui credono». Ma cosa vuole Renzi? «Quello che serve davvero adesso è una visione per i prossimi dieci anni. Perché il danno devastante del Coronavirus può essere occasione di rilancio se ci raccontiamo come vogliamo cambiare e dove vogliamo andare, non solo quali mosse fare durante l’emergenza. Serve una politica industriale non solo la cassa integrazione. Serve una visione non solo un sussidio». Certo, ha ragione, ma con incentivi indirizzati all’acquisto di bici e monopattini difficile andare molto lontano. Insomma, premier Conte, uomo avvisato mezzo salvato e Renzi non è persona incline a farlo.