Coronavirus, governo e Regioni al lavoro sulle riaperture


Vertice tra il premier Conte e i governatori che spingono per riaprire le attività

Archiviato forse un “problema” – sarebbe stato trovato un accordo sulla regolarizzazione degli irregolari che aveva diviso la maggioranza: riguarderà agricoltori, colf e badanti ma i permessi temporanei di sei mesi saranno subordinati ad un controllo dell’Ispettorato del lavoro –, il governo deve disinnescare lo scontro con le Regioni sulle riaperture. Per riuscirci, ha convocato un incontro in videoconferenza con i presidenti delle Regioni: parteciperanno al vertice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro della Salute, Roberto Speranza, e quello degli Affari regionali, Francesco Boccia. Diversi governatori – Luca Zaia del Veneto e Giovanni Toti della Liguria ma anche Michele Emiliano, il dem alla guida della Puglia – chiedono di accelerare le riaperture. Zaia è tra quelli intenzionati «a riaprire tutto» – ovvero bar, ristoranti, parrucchieri, negozi di abbigliamento, centri estetici, palestre e centri sportivi – dal 18 maggio. Boccia ha auspicato la via della differenziazione territoriale: «Spero che con la differenziazione territoriale possano riaprire ovunque e poi sarà responsabilità delle singole Regioni avere il quadro dei dati», ha detto ad Agorà su Rai Tre. «Se i contagi andranno giù, potranno riaprire anche altre cose. Se i contagi saliranno su, dovranno restringere. E sarà più facile per tutti responsabilità e doveri», ha concluso.