Anche una volta “sconfitto”, il coronavirus cambierà il futuro degli italiani. E lo farà in peggio, secondo un giovane italiano su due. Lo rivela un sondaggio condotto da IZI – la rilevazione, realizzata tra il 27 e il 28 aprile, ha coinvolto un campione di 1.009 persone, tra i 18 e i 40 anni, stratificato proporzionalmente per classi d’età –, con la collaborazione di Comin and Partners. A dirsi ottimista è una minoranza, pari al 21%. I giovani, il 45% dei quali mette la situazione economica nazionale e internazionale al primo posto tra le preoccupazioni, temono principalmente l’impatto della crisi sul fronte lavorativo: il 41% ha dichiarato che si adeguerà passivamente al nuovo mercato del lavoro, il 23% proverà a cambiare ambito lavorativo, il 22% intende aggiornarsi con corsi di formazione specialistici. Infine, una quota esigua, pari al 12%, ha sostenuto che il trasferimento all’estero sia la soluzione migliore. Tra gli intervistati, il 51% ha un’occupazione, il 17% studia, il 16% è disoccupato o in cerca di un impiego e il 10% è in cassa integrazione. Tra quelli che lavorano, due italiani su tre (66%) hanno un contratto a tempo indeterminato, il 17% invece ha un contratto a tempo determinato, mentre il 10% è a partita IVA.