«A rischio la salute mentale del 41% degli italiani»


Situazione economica e lavorativa principali fonti di stress

Il lockdown non ha un impatto solo sull’economia – aziende chiuse, smartworking… –, ma anche sulla salute psicologica dei cittadini, chiamati a rispettare le misure restrittive. Una ricerca finanziata e condotta da Open Evidence, spin-off dell’Universitat Oberta di Catalunya, con la collaborazione del Bdi Schlensinger and Group e i ricercatori di diverse università, tra cui quella di Milano e quella di Trento, ha cercato di offrire un quadro più chiaro sotto questo aspetto. Cosa è emerso? Che la salute mentale del 41% degli italiani è a rischio – quote analoghe sono state registrate in Spagna (46%) e Regno Unito (42%) –, a causa dello stress dovuto all’incertezza sul futuro economico e lavorativo. Dall’inizio della quarantena, proseguono i ricercatori, il 59% degli italiani si è sentito depresso con una certa frequenza. Vale a dire? Il 13% si è sentito tale per la maggior parte del tempo (ovvero 5-7 giorni), il 18% per un discreto periodo (3-4 giorni) e il 28% qualche volta (1-2 giorni). La riduzione del reddito rappresenta la maggiore fonte di stress. In molti l’hanno subìta: il 55% degli italiani coinvolti nell’indagine ha dichiarato che il proprio reddito si è ridotto nell’ultima settimana. Gli italiani non sono soltanto preoccupati dall’epidemia: oltre a contenere il contagio, il governo dovrebbe concentrarsi su come evitare una crisi economica, secondo il 67,4% della popolazione italiana, percentuale che scende, rimanendo comunque elevata, al 63,5%, se il dato non viene “aggiustato” per l’Effetto di desiderabilità sociale. Il 65% chiede al governo anche un piano chiaro per tornare alla normalità.