Tensioni nella maggioranza, nel bel mezzo dell’emergenza sanitaria. Seppure al riparo dal voto – in una situazione così difficile, chiamare gli italiani alle urne è impossibile –, il governo rischia qualche “incidente” in Parlamento, a causa delle tensioni tra i partiti che lo sostengono. Di qui, la necessità di ricomporre le fratture. Tanti i motivi di attrito, dal caso che vede coinvolti il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e il magistrato Nino Di Matteo, con il Pd che ha chiesto dei chiarimenti al Guardasigilli – il premier ha ribadito «piena fiducia» nel ministro –, alla gestione del campionato di calcio di Serie A da parte del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, con Italia Viva che lo ha invitato a far ripartire il torneo il prima possibile, allo scontro tra il Pd e il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, sul decreto scuola all’esame della Commissione Istruzione in Senato, fino alla regolarizzazione dei lavoratori stranieri chiesta dalla ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, – favorevole il Pd mentre il M5s frena – che sarà inserito nel dl maggio. Contrario il leader leghista Salvini: «Pare che al governo stanno facendo il mercato degli schiavi, 300mila, 400mila…follia. Vedremo di impedirlo in ogni maniera».