L’indice PMI è sceso al livello più basso di sempre
Continua a segnare record negativo il settore manifatturiero per via delle misure restrittive attuate dal governo italiano per contenere i contagi di coronavirus. A causa del lockdown, attuato in Italia e all’estero, si registra infatti un marcata diminuzione della produzione manifatturiera e dei nuovi or-dini, con un conseguente calo della forza lavoro. Ad anticipare l’andamento del mese appena trascorso è IHS Markit attraverso l’indice PMI. «Il Covid-19 – spiega la società con sede a Londra nell’ultima analisi – ha causato ad aprile un inasprimento della contrazione del settore manifatturiero italiano, con un peggioramento delle condizioni operative al tasso maggiore da giugno 1997, data di inizio dell’indagine. Anche la produzione e i nuovi ordini, per via delle chiusure delle aziende e delle misure di emergenza che hanno avuto un forte impatto sul settore, sono diminuiti al tasso più veloce in oltre i 22 anni di storia dell’indagine. Allo stesso tempo, le imprese manifatturiere hanno ridotto ulteriormente la loro forza lavoro e al tasso maggiore da aprile 2009». Nel dettaglio, ad aprile l’indicatore è sceso a 31.1 punti contro i 40.3, attestandosi ben 19.9 punti al di sotto dei 50 punti che delimitano una fase di contrazione di una fase di espansione dell’attività manifatturiera. La produzione, in particolare, è diminuita di 16.4 punti, la riduzione più pesante mai registrata. Conse-guentemente sono diminuiti i livelli occupazionali, al tasso maggiore da aprile 2009, e gli acquisti, al livello più basso dall’inizio della raccolta dati.