Senza moratoria, in molti potrebbero rischiare presto il licenziamento
Senza un intervento del governo nel prossimo decreto legge, al momento tutto sarebbe rimesso al buon senso dei datori di lavoro, con tutti i rischi del caso. La questione è stata sollevata dalla Ugl. L’articolo 46 del Cura Italia, più volte citato pure da esponenti dell’esecutivo, prevede uno stop ai licenziamenti per sessanta giorni a partire dal 17 marzo. La ministra del lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo, ha già fatto sapere che è sua intenzione prorogare la misura per altri cinque mesi. L’articolo 46, però, ha al momento una copertura parziale, in quanto si applica ai licenziamenti collettivi e ai licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, i cosiddetti licenziamenti economici. Restano fuori i licenziamenti per giusta causa – i licenziamenti in tronco, quelli in cui viene repentinamente meno il rapporto fiduciario fra il datore di lavoro e il dipendente – e i licenziamenti per giustificato motivo soggettivo. Ed è su questo punto che la situazione potrebbe farsi presto molto critica, in quanto si tratta dei licenziamenti disciplinari, aspetto sul quale peraltro è anche intervenuto pesantemente il Jobs act. Il rischio è, soprattutto in questa fase di ripartenza, molti lavoratori, a causa delle norme stringenti sull’utilizzo dei mezzi pubblici, finiscano per accumulare dei ritardi in maniera involontaria certo, ma che finiscono per pesare sul curriculum disciplinare dello stesso.