Fase 2? Un sola certezza: ci sarà

Chi ha capito come sarà la Fase 2 è un genio. La maggior parte di noi è disorientata e ha chiaro soltanto la data: il 4 maggio, ma in alcuni casi anche da lunedì prossimo, e in tutta Italia. Ciò nonostante anche il Covid-19 abbia rimarcato un’evidente distonia tra Nord e Sud, con il secondo in una condizione di palese “vantaggio” rispetto al primo. Ma proprio tutti no, non potranno ripartire e non allo stesso modo. È essenziale l’esigenza di non disperdere i risultati fin qui ottenuti nella lotta alla pandemia e evitare una seconda ondata di contagi. In attesa del decreto ad hoc, il cui via libera da ieri è già slittato due volte e spostato al fine settimana, circolano indiscrezioni. Si conferma la limitazione degli spostamenti attraverso il ricorso allo smart working e nuove tecnologie, ma ci sarà una ridefinizione dei tempi e dell’organizzazione delle città e dei territori al fine di distribuire su un arco temporale più lungo il flusso in generale dei cittadini e in particolare dei passeggeri sui mezzi pubblici. Ai datori di lavoro sarà raccomandato di elaborare orari più lunghi e diversi per non ingolfare i mezzi pubblici. E questo già spaventa. Senza considerare l’enorme problema delle scuole chiuse. Il 4 maggio diventa una data “simbolica” di ripartenza ma certa di “ingorgo”. Dalla metà di maggio, ci dovrebbe essere prima l’apertura dei negozi al dettaglio, intorno all’11 maggio, e poi di bar e ristoranti. Per consentire la riapertura in sicurezza che dia la parvenza di un (lento) ritorno alla vita, bisognerà adottare delle misure da parte degli esercenti e dei cittadini decisamente dure da applicare. Dovrebbero essere permessi gli spostamenti fuori dal proprio Comune e al massimo all’interno delle singole Regioni; resteranno in vigore i limiti alla mobilità intra-regionale. Nelle grandi stazioni, ad esempio, si dovrebbe prevedere ai gate la misurazione della temperatura ai viaggiatori. Sui treni il potenziamento del personale di pulizia, ma anche ingressi e discese separati; sui convogli a lunga percorrenza la sospensione di tutti i servizi di ristorazione a bordo, dal welcome drink, a bar a servizi al posto. Su taxi e ncc si dovrebbe salire al massimo in 2 o in uno in assenza di mascherina, divieto di sedersi accanto al conducente, che giustamente dovrà utilizzare i dispositivi di protezione.