Conte al lavoro sulla fase 2. «Se governo annuncia il dialogo e poi lo boccia, noi il piano lo facciamo con tutte le associazioni delle imprese», fa sapere il leader della Lega
Il governo sta progettando la fase 2 che verrà avviata quasi certamente dal 4 maggio, ma forse anche qualche giorno prima – almeno stando alle indiscrezioni sul lavoro congiunto di esecutivo e task force guidata da Vittorio Colao (oggi la presentazione al premier Giuseppe Conte del memorandum) – per le aziende che potranno dimostrare di saper rispettare i protocolli di sicurezza. Intanto, però, anche l’opposizione prova a dare il suo contributo. «Come Lega e centrodestra – ha annunciato il leader della Lega, Matteo Salvini – stiamo lavorando a un grande piano di ricostruzione nazionale. Se il governo annuncia il dialogo e poi lo boccia, noi il piano lo facciamo con tutte le associazioni delle imprese, dall’agricoltura al turismo, alle imprese produttive, guardando quello che accade negli altri paesi europei». «Occorre riaprire – è la posizione espressa dall’ex ministro dell’Interno –: ogni giorno che passa è un giorno perso nel nome della ricostruzione». La cosiddetta “fase due” della gestione dell’emergenza sarà con ogni probabilità un processo lungo (come del resto Conte ha fatto capire durante l’informativa di ieri in vista del Consiglio europeo), perché da un lato il paese dovrà ripartire per tentare di contenere i danni economici di fatto già innescati, dall’altro sarà comunque opportuno garantire elevati standard di sicurezza al fine di limitare la diffusione del virus e, soprattutto, evitare una seconda ondata di contagi. Anche per queste ragioni Salvini chiede dialogo al governo. «Conte – ha spiegato il leader della Lega in conferenza stampa – si deve mettere d’accordo con sé stesso e la sua maggioranza: se dice dialoghiamo e poi stanotte la sua maggioranza boccia tutti, dico tutti, gli emendamenti della Lega, significa che la voglia di dialogo di Conte serve alle telecamere, ma in concreto si riassume a zero. Oggi nel percorso di ricostruzione nazionale tocchiamo un settore che conta cinque milioni di italiani quasi totalmente dimenticato dalle politiche del governo: la disabilità. Un settore che soffriva prima del virus e soffre a maggior ragione ora. La Lega ha fatto proposte al governo inascoltate, ma che sono proposte che arrivano dalle associazioni. Tra queste, quella sul bonus da 600 euro da cui sono escluse le famiglie di disabili per il solo fatto di percepire un’invalidità e così i malati di tumore in chemioterapia. Mi sembra moralmente indegno escludere questa fetta di cittadini». «Abbiamo provato a dialogare col governo per 42 giorni con risultati zero – ha quindi ricordato Salvini –. Si è infranta la legge e la Costituzione in più di un caso. Il dialogo continueremo a cercarlo, però dialogare con un muro è difficile. Insisteremo senza svenderci né a Pechino né a Berlino».