Non basta chiamarli eroi


di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

Se c’è una categoria di lavoratori che in questo momento si sta dimostrando insostituibile ed essenziale, è quella del personale sanitario: i medici, gli infermieri e tutti coloro che si occupano di curare i malati e in particolare le persone affette dal Covid-19. Mettendosi a disposizione, pressoché senza limiti orari, facendo turni estenuanti per garantire a tutti cure e assistenza. Anche a rischio di contagiare se stessi e i propri familiari, anche a costo della propria stessa vita. Ad oggi, sono più di 10mila gli operatori sanitari affetti da Coronavirus, 73 i medici che hanno perso la vita, 23 gli infermieri, con anche due suicidi. Nonostante i pericoli evidenti, il nostro personale medico e paramedico continua a non tirarsi indietro e a combattere coraggiosamente il virus, in prima linea e senza risparmiarsi. L’abbiamo potuto constatare in diverse occasioni, durante questa terribile pandemia. Ricordiamo tutti quando all’appello della Protezione Civile per una task force di medici in supporto agli ospedali in affanno per l’emergenza coronavirus hanno risposto prontamente più di settemila persone in poche ore. Li chiamiamo, giustamente, eroi. Ma non basta: bisogna anche dimostrare loro, concretamente, la riconoscenza del Paese. Sappiamo quanto sia ancora insufficiente l’approvvigionamento di dispositivi di protezione personale, le famose mascherine e non solo, per problemi sia di reperimento, ora che il contagio è diffuso in tutto il mondo, che di autorizzazioni che certifichino la loro conformità agli standard di sicurezza. È di primaria importanza risolvere al più presto questo problema e più volte abbiamo detto che la politica su questo fronte, dato il fatto che il possibile arrivo del virus era noto già da gennaio, avrebbe dovuto muoversi in modo più tempestivo ed efficace. Oltre a questo, il nostro sindacato, in particolare la Federazione Ugl Sanità, ma con, naturalmente, il pieno appoggio di tutta la Confederazione, ha anche formulato una proposta, indirizzata al Ministro dell’Economia, Gualtieri, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Catalfo, e al Ministro della Salute, Speranza, affinché lo Stato dimostri la propria vicinanza e gratitudine nei confronti degli operatori della sanità dando loro un riconoscimento economico tangibile. Abbiamo chiesto che sia applicata a tutto il personale medico e paramedico una defiscalizzazione degli interi emolumenti dell’anno 2020, con un’imposta unica del 10%, da applicare a tutti i lavoratori in forza alle strutture pubbliche e quelle private accreditate, sia laiche che cattoliche, insomma a tutti quelli che stanno effettivamente combattendo il virus. Una misura tutto sommato semplice da applicare, immediata, concreta e, soprattutto, giusta. Non basta chiamarli eroi: trattiamoli da eroi. Premiamoli, come meritano.