Caregiver Familiari: facilitatori del welfare di comunità


I caregiver familiari sono un esercito silente di circa 8,5 milioni di persone, per la maggior parte donne, che ogni giorno accudiscono, assistono rendono possibile la vita alle persone bisognose di assistenza o con disabilità. Un sostegno concreto al welfare territoriale troppe volte dato per scontato e sottostimato. Non esistono dati ufficiali sui caregiver familiari, se non l’ultimo dell’Istat che risale al 2015; anche i grossolani riferimenti circa i numeri delle persone coinvolte e le modalità e i tempi del loro impegno, danno la misura della poca attenzione sul carico di queste persone. Poca attenzione che si ritrova anche nel decreto Cura Italia, per i caregiver non c’è nulla. Intanto rimangono inutilizzate le risorse stanziate dal 2018 nel Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare (legge n. 205/2017) che potrebbero dare una mano a circa 65mila famiglie. Manca una legge che ripartisca le risorse in forma di aiuto economico diretto agli aventi diritto. I circa 75 milioni finora accumulati sul fondo non devono stimolare, comunque, situazioni predatorie con la scusa dell’emergenza. Come l’emendamento al Cura Italia presentato al Senato dai 5Stelle che attingerebbe dal fondo per i cargiver per coprire la proposta di un bonus di 600 euro per due mesi per servizi di assistenza domiciliare per i lavoratori che beneficiano della legge 104. A tre anni di distanza dal riconoscimento della figura del caregiver e dell’istituzione del fondo, al Senato è fermo (per emergenza coronavirus) il disegno di legge 1461 che formula una «prima fase di normazione, finalizzata al riconoscimento e alla tutela del lavoro svolto dal caregiver familiare». Il riconoscimento del ruolo di assistenza e cura che queste figure assolvono, sia essi lavoratori che non lavoratori, è stato definito come una «questione pubblica di protezione sociale» che coinvolge la comunità di riferimento sotto diversi profili, anche quello, da non sottovalutare del decongestionamento delle strutture sanitarie e socio/sanitarie.