Crolla l’attività manifatturiera a marzo


Contrazione record a causa delle misure anti Covid-19

A marzo la produzione manifatturiera italiana potrebbe aver registrato il crollo più veloce mai rilevato da quando sono iniziate le rilevazioni di IHS Markit, nel 1997. È quanto emerge dall’ultima analisi sul PMI del settore manifatturiero italiano. Nel rapporto mensile si legge infatti che gli sforzi per fronteggiare l’emergenza coronavirus hanno pesato gravemente sulla prestazione del settore, tanto che le condizioni operative sono peggiorate al tasso più veloce in undici anni, riflettendo il crollo che ha interessato i nuovi ordini (anche questo il maggiore in undici anni) e la diminuzione della produzione che, come anticipato, è stata la maggiore da quando sono iniziate le rilevazioni. Nel mese appena concluso l’indice PMI – che, spiega IHS Markit, con una sola cifra dà un’immagine degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero – è sceso a 40,3 punti dai 48.7 di febbraio, registrando la 18esima contrazione mensile consecutiva. «I dati settoriali – si legge nel report – hanno sottolineato che il sottosettore dei beni di consumo è stato quello a registrare i risultati peggiori, con crolli record della produzione e nuovi ordini. Allo stesso tempo, anche la domanda estera di beni manifatturieri italiani è stata colpita, infatti le esportazioni sono diminuite al tasso più veloce da marzo 2009». DI conseguenza le imprese hanno aumentato la riduzione di personale che già si era osservata negli ultimi dieci mesi, facendo registrare a marzo il taglio più marcato dall’agosto del 2012. Commentando i risultati Lewis Cooper (economista di IHS Markit) ha spiegato che, considerando che l’Italia è praticamente ferma, «è improbabile che una qualsiasi ripresa dalle interruzioni dovute al Covid-19 possa essere rapida».