Quasi otto ore di serrato confronto, con una sola breve pausa per permettere all’Abi di aggiornare il testo e i relativi allegati. Tanto è durato il vertice in videoconferenza fra la ministra del lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo, sindacati (erano presenti i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl, Maurizio Landini, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo e Paolo Capone) e le associazioni datoriali, a partire da Confindustria, scendendo fino alle piccole imprese, ai commercianti, alle cooperative e al mondo dell’agricoltura. Un confronto reso difficile dalla necessità manifestata dal sindacato di evitare aggravi per i lavoratori, con le banche che, da parte loro, in assenza di una specifica garanzia dello Stato, erano comunque preoccupate per possibili scoperti, causati anche dalla malaugurata ipotesi che, prolungandosi la crisi, le risorse potrebbero non essere sufficienti. Alla fine, è stato raggiunto un giusto equilibrio che ha, mano a mano, sciolto anche gli ultimi dubbi espressi in particolare dalla Furlan e da Capone e dalla stessa Abi, che temeva un intervento dell’Antitrust per limitazioni alla libera concorrenza fra gli istituti di credito. Anche le imprese, da parte loro, hanno espresso delle preoccupazioni, in particolare sul come definire la responsabilità in solido del datore di lavoro in caso di inottemperanza del dipendente. Resta da risolvere il nodo delle garanzie dello Stato.