130mila in meno rispetto al 2019. La lezioni sugli incentivi che non servono

Anche senza l’emergenza epidemiologica, verosimilmente, oggi staremmo a parlare di una Italia maledettamente senza lavoro. Nonostante la premessa di rito dell’Istituto, che ricorda come i dati siano oggetto di revisione amministrativa, per cui potrebbero cambiare in qualche decimale, il mese di gennaio, sotto il profilo del lavoro, era già stato devastante per il nostro Paese. Secondo l’Inps, le assunzioni riferite al solo settore privato – peraltro l’unico che negli ultimi dieci anni ha continuato ad assumere, visto gli enormi ostacoli posti all’ingresso di nuove leve nel settore pubblico – sono state 538mila; nello stesso periodo del 2019, si era toccata la cifra di 667mila. A conti fatti, quasi 130mila assunti in meno, un vero e proprio esercito. Non consola la leggera diminuzione delle cessazioni, che sono state comunque un numero altissimo: 461mila. Dall’Inps arriva anche una conferma: le imprese raramente assumono perché incentivate. Nel mese di gennaio, sono meno di 9mila i rapporti di lavoro incentivati, quasi 4mila dei quali trasformazioni di precedenti contratti a tempo determinato. Piuttosto, le imprese assumono, se poi ci sono persone che acquistano ciò che si produce, una lezione che, ad esempio, ha mandato a memoria il presidente americano, Donald Trump, che si appresta a dare fino a 3mila dollari a famiglia per sostenere i consumi e far ripartire velocemente l’economia.